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Forum Coltelleria Collini :: Guarda l'argomento - Tactical Knives – cosa significa veramente?
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Tactical Knives – cosa significa veramente?
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Autore Messaggio
ordn71
Apprendista Fabbro
Apprendista Fabbro


Registrato: Mar 07, 2011
Messaggi: 49

MessaggioInviato: Lun 30 Mar 2015-11:59 am    Oggetto: Tactical Knives – cosa significa veramente? Rispondi con citazione








Ciao!
Questa definizione di “tactical knives” è in uso da almeno 15 anni; se ne è parlato e se ne continua a parlare. In questi giorni ci stavo riflettendo un po’ sopra. “Tactical knife”, “tactical blade”, etc. sono termini veramente inflazionati; la parola “tactical” è diventata un tormentone. Io ho un RUI e il Bravo One Pohl Force che rispondono a questa definizione di “tactical knife” (almeno così li hanno intitolati Sorrisone ) e, alla prova pratica, non mi sembrano molto diversi da altri coltelli “normali”. Penso che almeno il 75% degli utenti abbia almeno un coltello che si definisce “tactical”! Ma cosa vuol dire davvero? Sorrisone Sarò un po’ tardo io ma ancora non sono sicuro di aver ben capito cosa si intenda per “tactical knife” e, soprattutto, perché si definisca così una certa tipologia di coltello, tipicamente “all black”, principalmente con lame a profilo “tanto” in acciai molto diversi, inossidabili e non, rivestite o comunque brunite, antiriflesso, magari “serrated”, con manici squadratissimi o dalle forme abbastanza “contorte”, dotati di skull crashers, assisted-opening o full-automatic, etc.

Se vado alla definizione corrente, da dizionario, una strategia è la descrizione di un piano d'azione di lungo termine usato per impostare e successivamente coordinare le azioni tese a raggiungere uno scopo predeterminato. La strategia è complementare alla tattica, che ha invece lo scopo di pianificare al meglio la singola azione e deve tener conto di tutti i vincoli pratici e contingenti di essa. Cambiare tattica nel corso delle operazioni o delle attività è normalmente possibile senza grossi problemi, e anzi è spesso vantaggioso per adattarsi a situazioni nuove (e.g.: cambio percorso perché la strada che percorro solitamente è chiusa al traffico); cambiare strategia (e.g.: vado in vacanza al mare invece che in montagna) invece è di solito difficile e costoso, perché impone una riorganizzazione profonda e la modifica o l'abbandono di un set-up, investimenti e degli strumenti attualmente in uso.

Quindi il ragionamento, basato su questa definizione, mi porterebbe piuttosto a cercare di definire il mio “strategic knife”, piuttosto che un “tactical knife”. Sorrisone Come direbbe Nutnfancy, definirei innanzi tutto la POU (philosofy of use) dell’attrezzo e solo successivamente potrei definire o scegliere quello con le migliori caratteristiche tattiche. Cioè, se devo fare la festa ad una serie di belle costate alla griglia (strategia) Sbavo il coltello che seglierò sarà diverso da quello che sceglierei per l’intaglio del legno. Quindi, a mio parere, non esiste un “tactical knife”, oppure ne esistono a migliaia, a seconda della strategia che mi guida.

Se sento invece Ernest Emerson (papà degli Emerson), lui la pensa diversamente ma, secondo me, sbaglia il paragone, chiedendo, provocatoriamente, a coloro che dicono di non vedere differenza tra un coltello tattico ed uno normale: “Beh, c’è differenza tra un arma da guerra ed una sportiva?”, rispondendosi da solo che: “Dannazione se c’è, ed è pure bella grossa”. Ma, ancora, a mio parere, c’è un equivoco sulla strategia. Se il mio scopo è fare delle belle rosate strette al poligono, come fucile, probabilmente, non sceglierò un FN SCAR Mk16. L’impiego tattico di una arma da guerra è diverso dall’impiego tattico di un arma sportiva.

Dal mio girovagare nel web a caccia di risposte, io ho capito così: generalmente si definisce “tattico” un coltello tipicamente da offesa/difesa, dalle dimensioni contenute, porto discreto (concealed), estrazione fulminea (fast deployment), affidabilità, facile manutenzione ed estrema versatilità (deve anche saper tagliare una cintura di sicurezza, fare le punte ai legnetti o rompere un finestrino). Questa versatilità dell’attrezzo “tattico” (presunta o reale che sia) è l’unica vera differenza rispetto ad un “fighter”, creato ad hoc per infliggere ferite letali in un combattimento corpo a corpo. Poi c’è tutta una dissertazione riguardo a materiali ed ergonomie che io penso si possa riassumere così: materiali il più possibile “inerti” e intaccabili da agenti esterni umani (come il sudore, chimici, etc.) o ambientali (come T°, umidità, etc.) ed ergonomie il più possibile “neutre” che consentano all’utilizzatore tutte le prese nel massimo comfort possibile (certo, il comfort possibile offerto da una situazione di emergenza o di combattimento Sorrisone ). Un’altra cosa buffa che salta all’occhio è che la maggior parte dei coltelli spacciati come “tactical” non corrisponde affatto a queste definizioni! Anzi! Sorrisone In questo κῦδος a Emerson che, almeno, segue questa logica e filosofia costruttiva.

Ultimamente, poi, mi pare che si sia arrivati all’esagerazione e all’esasperazione di questo trend. Non si cerca più di vendere un coltello con un appeal/funzionalità “tactical”, si vende il “tactical” che, per sbaglio, ha attaccato anche un coltello. Sorrisone E qua comincia l’assurdo e proliferano le ciofeche: dopo i “tactical chef knives” , a quando i foderi in kydex per i pelapatate? Ma forse è meglio così. Forse si è giunti all’apice e comincerà il declino di ‘ste robe. Cavalca la tigre!

Statemi bene.
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Ghiottone
Fabbro
Fabbro


Registrato: Feb 27, 2014
Messaggi: 297

MessaggioInviato: Lun 30 Mar 2015-23:15 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Ciao, la definizione "tactical" è vecchia di circa vent'anni ma sembra funzionare/vendere ancora! Dai coltelli ormai si è allargata praticamente a tutto, dai fornelletti ai calzini. Si è anche coniato il termine "Tacticool" cioè qualsiasi cosa dal look tattico figo.
Se vogliamo andare a scavare nel passato, la parola poteva avere un significato in quanto separava nettamente il vecchio modo di fare coltelli (folder) dal nuovo. Il vecchio erano gli slipjoint, i back lock, i materiali naturali etc. Il moderno erano le aperture ad una mano di vario tipo, i sistemi di sicura, i materiali performanti e incorruttibili. Dunque più che una definizione legata solo al look di un coltello era una definizione che ne descriveva anche le peculiarità. Peculiarità che con il tempo sono diventate comuni alla maggior parte dei coltelli, trasformando l'aggettivo "tattico" in un orpello totalemente inutile.
Il più bell'articolo, tra i tanti, che ho letto sull'argomento è questo:
http://www.edgeobserver.com/what-is-a-tactical-knife/
Chi conosce l'inglese lo troverà sicuramente interessante e informativo:
Buona lettura! Sorriso
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